E’ questo l’ultimo Cuore fatto disegnare da Madre Serafina a due mesi dalla sua morte, giunta a sorpresa (ma non per lei).
All’interno del Cuore di Gesù sono rappresentate le tre Persone della Santissima Trinità, ormai conosciute personalmente e singolarmente.
Vi sono poi molteplici colombe, ognuna con una sua postura, una sua collocazione e un suo modo di volare. Sono coloro che ormai hanno fatto una scelta definitiva per Dio, che vivono nella contemplazione interiore della Trinità.
L’assorbimento in Dio non annulla l’identità personale di ciascuno né è omologante. Questa è la grandezza di Dio, che vuole fare famiglia con noi sue creature, salvaguardando l’identità personale di ciascuno: identità creata a immagine e somiglianza, somiglianza perduta con il peccato, ma liberamente recuperata grazie a un cammino spirituale autentico.
Sotto il cuore di Gesù sono presenti altre colombe, poggiate sulla catena d’oro, che è il legame d’amore, e racchiuse dentro un cancello. Sono coloro che ancora non vivono la preghiera continua, l’ininterrotta contemplazione interiore della Trinità, ma hanno comunque fatto la scelta definitiva di voler camminare per entrare nella comunione dei Tre. Sono coloro che si stanno esercitando nel combattimento spirituale contro la gola, la lussuria, l’avarizia, l’accidia, la tristezza, l’ira, la vanagloria, la superbia. Sono coloro che stanno imparando ad avere come unica lampada per i loro passi la Parola di Dio, utilizzando come strumenti la lectio divina e la ruminatio. Sono coloro che stanno rendendo continuativa la vita sacramentale, soprattutto l’eucaristia e la riconciliazione. Il cancello custodisce la via ordinaria della salvezza, cioè quel cammino spirituale che con certezza porta alla meta, senza rischi e senza errori. Naturalmente ci sono anche altre vie straordinarie di salvezza; come ha detto Gesù, “E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre” (Gv 10,16). Noi tuttavia, che crediamo nella rivelazione ultima e definitiva di Dio in Gesù di Nazareth, abbiamo la possibilità di vivere la pienezza della gioia (cfr. Gv 15,9) e la possibilità di condividere con Gesù la missione: donare la vita perché tutti possano essere membri belli della famiglia di Dio.