TERAPIA DEL CORPO E DELL’ANIMA

  

Tra le pratiche suggerite dalla Chiesa v'e il digiuno. Esso comporta una speciale sobrietà nell'assunzione del cibo, fatte salve le necessità dell'organismo. Si tratta di una pratica che non ha perso il suo significato, anzi forse è da riscoprire, specie in quella parte del mondo e negli am-bienti in cui non solo il nutrimento abbonda, ma si va talora incontro a malattie da iperalimentazione.

 

Oltre l’aspetto fisico di dieta terapeutica, il digiuno si può considerare una terapia dell'anima. Praticato infatti come segno di conversione, facilita l'impegno interiore a mettersi in ascolto di Dio. Digiunare è riaffermare a se stessi quanto Gesù replicò a Satana che lo tentava, al termine dei qua-ranta giorni di digiuno nel deserto: «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

 

Oggi, specialmente nelle società del benessere, il senso di questa parola evangelica si coglie a fatica. Il consumismo, invece di placare i bisogni, ne crea sempre di nuovi gene-rando spesso un attivismo smodato. Tutto sembra neces-sario e improrogabile e si rischia di non trovare più il tempo nemmeno per stare un po' con se stessi. È allora più che mai attuale il monito di sant’Agostino: «Rientra in te stesso». Sì, dobbiamo rientrare in noi stessi, se vogliamo ritrovare noi stessi. È in gioco non solo la nostra vita spirituale, bensì lo stesso equilibrio personale, familiare e sociale.

 

Il digiuno tra gli altri significati, ha appunto quello di aiutarci in questo recupero dell'interiorità. Lo sforzo di moderazione dal cibo si estende anche alle altre cose non necessarie, ed è di grande sostegno alla vita dello spirito. Sobrietà, raccoglimento e preghiera vanno di pari passo. Un’applicazione di tal principio si può fare opportuna-mente per quanto riguarda l’uso dei mezzi di comuni-cazione di massa. Un certo «digiuno» anche in questo ambito può essere salutare, sia per destinare del tempo in più alla riflessione e alla preghiera, sia per coltivare i rapporti umani. 

Chiediamo che ci venga comunicato il segreto di quel «digiuno spirituale» che ci libera dalla schiavitù delle cose, rafforza il nostro animo e lo rende sempre pronto a incontrare il Signore.

 

Giovanni Paolo II

 


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